Produzione, logistica, distribuzione: un’unica filiera del well-being

I numeri del well-being in azienda

Con un tasso di crescita degli investimenti annuali del 6.8% dall’inizio della pandemia, e con la proiezione di arrivare a 70 miliardi di dollari di investimento entro il 2022 (dai circa 53 miliardi di dollari del 2020), la diffusione dei programmi di well-being aziendale rappresenta una nuova grande rivoluzione già in corso.

Un tema che, come per la green revolution, è un coacervo di forze che tutte spingono nella medesima direzione:

  • la mobilitazione dei lavoratori per ottenere un miglioramento delle proprie condizioni
  • la maggiore attenzione dei consumatori all’etica dei brand dai quali acquistano
  • la maggiore attenzione dei governi al tema del welfare aziendale. 

La green revolution ha mostrato come il cambiamento richiesto alle aziende sui temi etici e ambientali si traduca in un vero e proprio vantaggio competitivo.

Le aziende che hanno investito nel green hanno segnato infatti una ripresa più veloce dalla pandemia rispetto alle altre.

Oltretutto, il commitment di alcuni settori sta progressivamente rendendo necessaria la transizione green per poter continuare ad operare (come riporta Unioncamere). 

Uno scenario che, sembra potersi riproporre, con le sue peculiarità, anche per il well-being in azienda.

Ambienti di produzione logistica distribuzione e well-being acustico

Secondo la ricerca Gallup 2022 solo il 15% delle aziende produttrici e logistiche investe sul benessere psicofisico dei propri lavoratori. 

Chi lavora in produzione e in logistica vive gli ambienti di lavoro tutti i giorni, e non ha l’alternativa dello smart working. Motivo in più per le aziende di offrire a questi lavoratori un ambiente confortevole, progettato per garantire il benessere della persona durante la sua prolungata presenza.

Una delle cause di malessere psicofisico in questi ambienti è la scarsa o completamente assente progettazione acustica e sonora.

Il suono influisce sulla persona almeno su 4 livelli:

  • fisiologico 
  • psicologico
  • cognitivo
  • comportamentale

In ambienti rumorosi, ad esempio, l’organismo risponde producendo continuamente cortisolo.

Questo tipo di risposta proviene da un retaggio evolutivo per il quale il rumore equivale a un pericolo da evitare.

Il cortisolo messo in circolo nell’organismo aumenta la tensione muscolare e prepara l’eventuale fuga dal pericolo.

 

Pur se il lavoratore è conscio dell’inesistenza del rischio, è stato dimostrato che la produzione di cortisolo in risposta al rumore è del tutto automatica ed inconscia e porta all’irrigidimento dei muscoli del lavoratore, aumentando stress e stanchezza.

"La produzione di cortisolo in risposta al rumore è del tutto automatica ed inconscia e porta all’irrigidimento dei muscoli del lavoratore, aumentando stress e stanchezza.​"
Occupational Safety and Health Research Institute

Il well-being acustico: una strategia fulfillment

Percentuale dei lavoratori più produttivi quando è passata musica nell'ambiente di lavoro
Dai 16 ai 64 anni
26%
Dai 16 ai 24 anni
46%
Percentuale dei lavoratori più rilassati quando è diffusa musica nell'ambiente di lavoro
Dai 16 ai 64 anni
43%
Dai 16 ai 24 anni
56%
Percentuale dei lavoratori che ritiene l'ambiente di lavoro migliore quando è diffusa musica
Dai 16 ai 64 anni
24%
Dai 16 ai 24 anni
38%

Il well-being acustico è il frutto di un’attenta progettazione che non consiste soltanto nell’abbattimento del rumore ma include la componente di ri-sonorizzazione dello spazio.

Infatti, gli ambienti che favoriscono l’equilibrio psicofisico dei lavoratori non sono ambienti completamente insonorizzati ma debitamente sonorizzati.

 

Il sound design dei suoni di avvertimento, delle notifiche, oltreché un sottofondo sonoro musicale, se ben progettati ed aderenti al contesto, possono ottenere numerosi benefici in termini di well-being per i lavoratori.

Una recente ricerca ha mostrato che per il 43% dei lavoratori la musica rende l’ambiente di lavoro più rilassante.

Per quanto riguarda i giovani tra i 16 e i 24 anni, la percentuale sale addirittura al 56%, mentre quasi 4 su 10 affermano che la musica al lavoro migliora l’ambiente sociale tra i dipendenti.

 

Resta il tema della corretta diffusione di contenuti sonori, capaci di migliorare il well-being ma contemporaneamente di focalizzare l’attenzione dei lavoratori, migliorandone le performance ed eliminando distrazioni.

Prepararsi alla rivoluzione​

Il well-being aziendale è sempre più una questione di fiducia.

I clienti chiedono ai brand un impegno dal punto di vista etico sempre maggiore. Dalla sostenibilità ambientale la richiesta si sta estendendo (a ragione) anche ad altri temi di uguale importanza, vedi il benessere dei lavoratori.

 

Se l’esposizione mediatica di un brand non riguarda più soltanto la sua parte al pubblico ma anche i suoi ambienti di lavoro, gli uffici, la produzione e la logistica, il well-being presto non sarà più un optional (e non avrebbe mai dovuto esserlo).

In questo contesto, la riprogettazione e l’ammodernamento degli ambienti dal punto di vista acustico e sonoro è un’operazione altamente migliorativa per il benessere in azienda, a fronte di investimenti generalmente contenuti.

Purilian offre un servizio fulfillment che copre dall’abbattimento del rumore e il trattamento acustico, fino alla diffusione di contenuti sonori e musicali composti mediante il software proprietario ad intelligenza artificiale.

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